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Castello di Gropparello:
La struttura
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Il castello di Gropparello rimane forse uno
dei complessi che più conservano tutto il fascino della fortificazione
medioevale, grazie anche al paesaggio eccezionale in cui si trova,
ed alla particolarissima disposizione, che lo fa apparire quasi incastonato
nella roccia, di origine vulcanica, su cui è stato edificato.
Le fondamenta su cui poggiano i muri in pietra sono scavate nella
viva roccia,
che in molti tratti è tuttora ben visibile anche all’interno dell’edificio,
fuoriuscendo dal piano del pavimento in molti tratti delle antiche cantine.
L’accesso alla fortezza era possibile solo attraverso i due ponti levatoi,
uno “carrabile”( tutt’oggi funzionante), che veniva abbassato
soltanto per il passaggio di uomini a cavallo o carriaggi militari, ed uno pedonale.
Il portone principale è sormontato da un interessante bassorilievo rappresentante
San Giorgio nell'atto di colpire il drago che stava per divorare la giovane principessa,
secondo la nota leggenda che ha ispirato molti artisti medioevali e rinascimentali.

Il cortile centrale è uno dei luoghi più suggestivi
e interessanti della costruzione; proprio da qui è possibile
comprendere la logica difensiva dell’antica fortezza medioevale,
dominata dalla possente mole centrale del mastio, costruito su
una massa rocciosa che si sopraeleva di una decina di metri dal
piano
del cortile.
Ben lungi dal tradizionale cortile geometrico regolare di concezione
bramantesca, con vari ordini di loggiati (che richiederebbe tra
l’altro un terreno
pianeggiante e regolare), presenta una forma irregolare vagamente triangolare,
che è sostanzialmente la forma dello sperone roccioso, appena adattata
alle esigenze costruttive.
Agli interventi neogotici si deve l’assetto evidentemente
scenografico della facciata con l’intonaco a strisce ed il
balconcino, chiaramente allusivo alla famosa scena di “Giulietta
e Romeo” tanto cara appunto al romanticismo neogotico.
Dal terrazzo alla sommità del mastio lo sguardo può spaziare,
in direzione nord-ovest, fino alle prealpi venete;
Si può osservare inoltre dall’altro lato del dirupo
un roccione tronco-conico (curiosamente denominato nella tradizione
locale la "tomba di Garibaldi") che è stato riconosciuto,
in base a certe caratteristiche ed alle analogie con strutture similari,
come luogo di culto di antiche popolazioni di razza celtica.

Tra gli ambienti interni, particolarmente
interessanti una sala da pranzo risalente all’epoca di Marcantonio Anguissola (fine
cinquecento), che conserva elementi architettonico-decorativi tra
i più significativi del periodo, come il monumentale camino,
con ricche decorazioni a stucco di ispirazione mitologica, e la camera
detta “camera dell’alcova” per la sua funzione
nel XVIII secolo.
L’ambiente, costituito da una galleria con soffitto a volta,
presenta attualmente struttura architettonica e decorazioni risalenti
alla metà del ‘700 in cosiddetto stile “rococò”.
L’arco che introduce all’alcova
presenta al centro lo stemma degli Anguissola di Gropparello.
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