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La Storia di Villa S.Lorenzo
Percorrendo una delle strade che, staccandosi dalla via Emilia, portano
a Castell'Arquato, si incontrano, sulla sinistra, i primi rilievi
montuosi, che dividono la valle dell'Arda da quella dell'Ongina.
E' questo il percorso alternativo della medioevale "via francigena" nota
anche come variante piacentina, che, con una diramazione posta
all'altezza di Fiorenzuola, o poco oltre, risaliva la Val d'Arda,
discendeva poi a Bardi, in vai Ceno, e da lì passava a Borgo
Taro, ricongiungendosi così con l'itinerario detto di "Montebardone" che
seguiva la val Taro e superato il passo della Cisa, dopo Berceto
raggiungeva infine Pontremoli, e scendeva in Lunigiana. Il percorso
che risaliva la val d'Arda si snodava tutto lungo il versante posto
sulla destra orogratica del torrente, ove si incontrano prima importanti
ritrovamenti di epoca romana, proprio di fronte a Castell'Arquato
(specie in località Crocetta) e poco più avanti edifici
medioevali, come l'antica chiesa di santa Maria di Pantegano.
A un chilometro e mezzo dall'innesto con l'attuale provinciale
proveniente da Fiorenzuola, ci si imbatte in un piccolo borgo detto
San Lorenzo
o anche Villa San Lorenzo. Già feudo dal 772, del Vescovo
di Piacenza (assieme a Castell'Arquato), fu venduto nel 1220 al comune
arquatese dal vescovo Vicedornino, che era gravato dai dai debiti.
Il borgo é sicuramenre documentato in una carta del 20 dicembre
1183, con la quale l'abate del monastero di San Salvatore di Tolla
vende i suoi beni posti in "Castro Arcuato sive in S. Laurentio." Dalla
fine del sec. XII all inizio del XIV risulta coinvolto, assieme al
castello ivi esistente, in varie azioni militari, tra piacentini
e cremonesi, o tra guelfi e ghibellini. Del fortilizio, ora scomparso,
erano ancora visibili, presso la chiesa, i resti delle fondamenta,
all'inizio dell'800: la rocca apparteneva nel 1143 ai fratelli Figliodoni.
Tra i numerosi fatti d'armi che hanno interessato San Lorenzo, ricordiamo
che il 18 settembre 1200, la località fu incendiata da truppe
composte da cremonesi, parmigiani ed altri. Quindici anni dopo i
cremonesi tentarono invano di occuparla con la forza; cosa che invece
riuscì negli anni successivi.
Nel 1230 sono invece i piacentini che con i milanesi tentano di abbattere
i fortilizi ghibellini, tra cui appunto quello di San Lorenzo, che
nel secondo decennio del secolo successivo diventa scenario delle
lotte tra Galeazzo Visconti ed Alberto Scotto, rifugiato a Castell'Arquato;
particolarmente documentata l'incursione del 21 maggio 1314, durante
la quale fu fatto prigioniero Francesco Figliodoni. Tralasciando
di entrare più nel dettaglio dei numerosi avvenimenti bellici,
basterà ricordare che San Lorenzo fu sempre legato a Castell'Arquato,
venendo concesso in feudo nel 1343 al comune di Piacenza, nei 1407
a Francesco Scotti, nel '38 ai Piccinino, nel '49 al Colleoni e poi
ad altri sino al 1466 quando pervenne agli Sforza di santa Fiora,
che lo tennero guasi interrotamente sino al 1685.
Dopo tale data restò, salvo un breve periodo, avocato alla
Camera Ducale.
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