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Vigolo Marchese é la più importante
frazione di Castell'Arquato, conta di una basilica romanica sormontata
da
una
torre militare
riadattata a campanile, risalente al 1008, voluta dal Marchese Umberto
d'Orta,
e un battistero a pianta circolare, di epoca antecedente la chiesa,
simile alle costruzioni bizantine.
Vigolo Marchese è a
circa 6 km da Castell’Arquato in direzione di Carpaneto. Vicolo
de’ Marchesi fu un importante centro di resistenza guelfa contro
i ghibellini Visconti. Infatti nel 1314 Galeazzo Visconti fece incendiare
le case del paese e lo splendido castello di Vigolo “La Pusterla”,
oggi azienda vitivinicola. Risale al XVI secolo l’assorbimento
di Vigolo Marchese nelle proprietà dei conti Sforza Sforza
di Santa Fiora.

Meritano una visita il complesso della Chiesa e del Battistero
di San Giovanni di chiara ascendenza romanica. Entrambi furono
fatti
costruire nel 1008 dal marchese toscano Uberto d’Orta, ma la
basilica fu ricostruita in seguito a un terremoto dopo il 1117, e
il suo orientamento mutato verso est nel 1579. il pronotaro apostolico
Antonio Lusardi introdusse altre modifiche strutturali. È testimoniata
l’esistenza di un attiguo monastero.
Il battistero a pianta circolare è senz’altro più antico.
Sorse probabilmente come tempietto pagano in età romana,
diventa poi cappella dedicata a Santo Stefano e infine Battistero.
La chiesa è in pietra e laterizio, all’interno presenta
pianta basilicale a tre navate. L’interno è intonacato
e ha perso l’essenzialità e le prerogative originarie.
L’abside semicircolare e rialzata dal livello della chiesa
ricorda lo schema della Collegiata di Castell’Arquato anche
per come le si accosta il campanile a pianta quadrata, diviso
in tre livelli.
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