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Venerdì 1 Dicembre
Se il Po fosse Gutturnio - 20 racconti di Umberto Fava

Umberto Fava nasce a Piacenza nell'ottobre del 1940.
Giornalista, per 25 anni redattore del quotidiano di Piacenza "Libertà",
di cui dal 1970 è critico teatrale e su cui ha anche curato
a lungo una rubrica di poesia.
La sua attività di narratore (escludendo dunque un'opera giovanile
scritta per il teatro - un atto unico - a 19 anni e pubblicata a
20 grazie ad un premio vinto in un concorso a Bologna) si compendia
in un romanzo, L'anno del mai (1984) e in raccolte di racconti.
Il suo primo racconto esce su "Libertà" nell'estate
del 1961 e confluisce nel volume Il silenzio di Dio, con cui Fava
esordisce nel 1967.
Seguono I giorni contati (1970), Facile dire Po (1979) e La tempesta
nel bicchiere (1989). Dopo, Fava pubblica solo racconti lunghi su "Libertà",
riuniti ora in Se il Po fosse Gutturnio. Giulio Cattivelli, recensendo
Facile dire Po, scrive: "Fava non sforna un libro dopo l'altro,
ma ci pensa su".
Da Facile dire Po a Se il Po fosse Gutturnio passano 27 anni. Passare
da un Po all'altro significa per l'autore fare i conti col tempo,
scoprire che si tratta di esperienze e maturazioni non soltanto
letterarie, che insomma non è vissuto altri 27 anni per
niente.
Cosa c'è di nuovo e di vecchio in questi "venti racconti
e nuovi sogni" del Po 2 rispetto alle "storie e favole
per un anno e una stagione" del Po 1?
Di vecchio c'è l'ostinazione a capire sempre meglio il mondo,
cercare un senso anche dove sembra che non ci sia alcun senso.
Di nuovo c'è lo sguardo, il modo - divenuto scettico, diffidente
e affilato - di osservare la vita che hanno i gatti; la messa a fuoco
non solo delle cose e degli uomini, ma anche del mezzo espressivo;
lo sforzo di far vedere il mondo senza descriverlo e di raccontare
la vita come fosse un giallo di cui non si saprà mai del tutto
la verità.
E il superamento del naturalismo sia attraverso la magia simbolica
e la segreta realtà del mito, sia con l'irrompere nelle pagine
dell'invenzione fantastica o della deformazione ironica o grottesca.
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