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L'Ariete

Veniva utilizzata per sfondare le porte
di accesso delle fortezze e dei castelli, o le mura, quando non
erano particolarmente spesse,
praticandovi delle brecce.
L'ariete è costituito essenzialmente da una grossa trave,
solitamente ricavata dal fusto di un albero, con una estremità rinforzata
da una calotta di metallo. La calotta spesso aveva la forma di una
testa di ariete.
L'ariete veniva quindi spinto con forza e ripetutamente
contro il bersaglio fino a distruggerlo.
La spinta veniva inizialmente
prodotta da uomini che correvano sorreggendo a braccia il tronco
facendo
in modo da farlo impattare con la maggior
forza possibile. In seguito, all'aumentare dello spessore delle mura
e dei portali, fu necessario appendere l'ariete a un castelletto
per aumentarne la potenza distruttiva. In questi casi era possibile
anche impiegare delle funi che in una prima fase venivano tirate
in modo tale da portare indietro l'ariete e in una seconda fase venivano
rilasciate così da far colpire il bersaglio all'ariete.
Per
proteggere dagli attacchi avversari i numerosi soldati che dovevano
azionare l'ariete, sia nella fase
di avvicinamento alla fortezza,
sia durante tutta la fase di sfondamento, l'ariete venne, in seguito,
protetto da una struttura in legno che lo coprisse integralmente,
ad eccezione di un foro dal quale usciva la trave per colpire. Da
ciò il nome di ariete-testuggine.
Col tempo, quindi, l'ariete e la struttura a sua protezione aumentarono
di dimensioni, tanto da richiedere l'uso di buoi per il suo trasporto.
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