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Il confine tra piacentino e velejate (ove sorgerà il borgo arquatese) pare
essere nato dalla situazione di belligeranza tra Liguri, Galli e
Romani (che poi li sconfissero), prima della fondazione della colonia
di Piacenza (218 a.C.).
Le origini dell’agglomerato sono
ancora nella nebbia, anche se la posizione salubre rispetto alle
aree paludose, fa presumere
che fosse fabbricato e abitato un castrum quadratum a difesa contro
i Liguri (fine III sec. a.C o inizio II sec).
I primi documenti scritti sulla toponomastica
risalgono all’VIII
sec d.C. (fine del dominio longobardo) parlano di Castro Arquato
altri più tardi di Castel Quadrato o Castell’Arquato
. Una leggenda narra che il cavaliere romano Caio Torquato avrebbe
fondato un castrum, Castel Torquato, Castra Torquata. Plausibile è che
un castrum romano sorgesse sullo sperone roccioso dove oggi svetta
la Rocca Viscontea, ma non vi sono ritrovamenti archeologici a supportare
l’ipotesi.
I ritrovamenti di epoca romana sono invece significativi:
- Resti di un ponte sull’Arda
- Resti di un insediamento rurale in località Crocetta
- Tomba in località Pontenuovo
- Tracce murarie alla Sforzesca e vasi di impasto scuro
- Tracce di abitato rustico alla Pusterla e molti altri
Castell’Arquato può essere nata attorno ad un castrum
militare risalente ai primi tempi della colonizzazione romana. In
epoca imperiale si sviluppò probabilmente come piccolo capoluogo
rurale, in una posizione favorevole nella rete viaria romana. La
centuriatio romana pare non aver subito grossi sconvolgimenti nel
paesaggio rurale circostante Castell’Arquato. E anche l’economia
ancora oggi praticata ha radici in epoca antica, soprattutto la vitivinicoltura,
coltura di alberi da frutto e cerealicoltura.
A partire dal Basso Impero, poi con la
caduta dell’Impero
Romano e le invasioni barbariche si manifestò il degrado dell’economia
rurale anche per il duro colpo inferto da pestilenze e carestie.
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