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Al 1292 risale l’erezione sul lato settentrionale
della Piazza Monumentale del Palazzo del Podestà, che subì poi
continue modifiche.
[Magnificus dominus d. albertus Scotus placenti... castri arquati
etc dominus generalis fecit facere hoc palacium tempore regiminis
domini petri de spectinis dicti castri... valis arde pro prefato
domino alberto anno domini MCCLXXXXII]-. Al nucleo
centrale duecentesco si aggiunsero, verso la metà del 400,
due corpi avanzati: la loggia dei "notari" e un'ala prospiciente
la piazza. La scala esterna era già esistente alla fine del
'200 ma ad essa furono aggiunti il parapetto e la corporatura. A
tre piani, tutto in cotto, architettato a vaste profondi archi acuti,
sormontato da una corona di merli a coda di rondine, finestre a sesto
acuto illeggiadrite da fini merlettature e fregi anch'essi in cotto,
lo sovrasta una torre a pianta pentagonale le cui pareti settentrionali
accolgono due grandi orologi. Quello prospiciente la piazza era già presente
nel 1630, dipinto dal Guidotti. All'interno è rimasta pressoché intatta
la grande sala consigliare con il soffitto a cassettoni e la decorazione.
Il Palazzo ebbe carattere polifunzionale: servì per il disbrigo
delle attività amministrative e di giustizia; fu sede di edifici
comunali ed attualmente è sede dell'Enoteca comunale nella
loggia dei Notari.
Attualmente il Palazzo del Podestà è sede anche della
sala consiliare del Comune di Castell’Arquato, nella quale è esposto
il dipinto di Malchiodi “Gli ultimi momenti di Torquato Tasso” (1905-06).
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