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| La storia del vino di Castell'Arquato |
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La cultura della vite ha sempre rivestito
per Castell'Arquato e i suoi dintorni una grande importanza fin
dall'antichità.
Già nelle pergamene conservate nell'Archivio Storico della
Collegiata riferiscono delle terre vineate dei possidimenti della
Chiesa che, proprio per il clima e il suo suolo favorevoli, producevano
ottime uve da cui si producevano vini pregiati.
L'importanza della coltivazione della vite era ribadita anche negli
statuti comunali in cui si vietava di andare a caccia con i cani
nei mesi da marzo a novembre nei vigneti, si vietava inoltre di prelevare
i salici (i cui rametti vengono ancora utilizzati per sostenere i
tralci).
La bontà del vino é anche attestata da un altro fatto
significativo: quando il Papa Paolo III Farnese nel 1543 visitò il
borgo, ebbe in dono anche "12 some di buon vino rosso
delle colline di Castello". Il dono fu molto apprezzato dal
papa a tal punto che il suo cantiniere scrisse : " Castell'Arquato
fa vini perfettissimi et é grande peccato che tutta quella
collina non sia vigna, che qui sono così delicati quanto
sia in tutta la Lombardia, tanto rosso, quanto bianchi et qui sua
Beatitudine
si forniva per il viaggio et anco ne mandava a pigliare anche se
fosse a Ferrara et a Bologna"
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